Settembre, andiamo. È tempo di poker online.
Per una quota d’iscrizione fra i 10 e i 300 euro potrete assicurarvi il posto a uno dei tanti tornei proposti con puntate minime di 50 centesimi e massime di 100 euro. I tornei sono previsti per un numero illimitato di giocatori, limitato unicamente dalle possibilità tecnologiche del software di gioco. Ogni partita dovrebbe durare dalle due alle cinque ore, dipendentemente dal numero di giocatori iscritto al torneo. Esiste dunque la possibilità di vincere grossi montepremi, soprattutto nei tornei più popolari con un gran numero di partecipanti. Ma a differenza del poker online “straniero”, in questo caso il vincitore riesce ad intascare al massimo l’80% del montepremi visto che il 3% è destinato ad arricchire le casse dell’erario, mentre i restanti 17% spettano alla ditta che gestisce il sito di gioco.
Il paradosso più grande è quello legato alle partite heads up, i tornei disputati fra due giocatori. A causa delle percentuali di divisione del montepremi, due giocatori che giocano due tornei heads up fra di loro, perdendo e vincendo alternativamente, invece di uscire in pareggio si ritrovano con il 40% della somma iniziale con la quale hanno iniziato il torneo.
Da questo punto di vista esiste il pericolo che il poker online “made in Italy” sia meno appetibile del poker giocato su siti esteri, dove erario e gestori sono molto meno avidi e la maggior parte del montepremi viene diviso fra i vincitori. D’altro canto giocare su siti autorizzati e in possesso di regolare licenza tricolore promette una trasparenza e una sicurezza decisamente maggiori. Dopo aver aperto il gioco in versione per divertimento, “fun mode” in inglese, in cui non si scommettono soldi veri, i concessionari stanno portando a termine gli ultimi controlli del software insieme a Sogei, la società informatica del Ministero dell’Economia e delle Finanze Tesoro, già responsabile per tutto il gioco a raccolta a distanza sul territorio italiano.
A parte la tassazione e il limite massimo di puntata e di quota d’iscrizione, i tornei di poker online si svolgeranno in tutto e per tutto secondo le regole dei siti esteri che già offrono questo servizio. I giocatori iscritti andranno a sedersi a tavoli virtuali da 8 o 10 giocatori. Con l’eliminazione dei giocatori, man mano che il torneo va avanti, i giocatori rimasti verranno riassemblati per mantenere un numero di giocatori massimo ai tavoli rimasti. Tutti questi spostamenti di giocatori fra i vari tavoli sono gestiti automaticamente dal software di gioco. Il vincitore dell’ultimo tavolo rimasto s’intascherà il montepremi.
Chi è già pronto al via sono le società Gioco Digitale e Microgaming, ma anche il gigante Snai si stà preparando a fare la sua entrata nel settore, offrendo addirittura altre versioni di poker oltre al Texas Hold’em: Omaha e Omaha Hi-Lo. Snai non si ferma quì e sul suo sito potete trovare altri numerosi giochi d’abilità, per il momento anche loro unicamente in versione “play for fun”. Bridge, backgammon, blackjack, gin e altri che da ottobre dovrebbero essere disponibili anche loro per denaro.
Il mercato degli skill games italiani è stimato intorno a 300 mila giocatori per un giro d’affari di 500 milioni di euro annui, e un conseguente gettito erariale di circa 15 milioni di euro.
- Dove Giocare:
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Bonus: 600$ -
Bonus: 500$ -
Bonus: 100$ -
Bonus: 400$












